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Laboratori
L'attività svolta all'IRPI di Torino si avvale anche di alcuni laboratori, specifici per tipologia di analisi e per apparecchiature presenti.

Questi laboratori sono:
  • Laboratorio di monitoraggio dei fenomeni franosi
  • Laboratorio di monitoraggio dei corsi d'acqua
  • Laboratorio di fotogrammetria

Laboratorio di monitoraggio dei fenomeni franosi: (Giorgio Lollino)

Lo studio dei sistemi di monitoraggio delle frane si articola essenzialmente in due campi che riguardano rispettivamente la misura ed il controllo dei movimenti profondi di versante e di quelli superficiali. Per quanto riguarda i movimenti profondi uno degli strumenti più utilizzati è il SIA (Sistema Inclinometrico Automatizzato), brevettato e costruito interamente dal CNR IRPI di Torino. Tale strumentazione permette di monitorare in continuo con controllo in remoto i movimenti profondi del fenomeno franoso simulando in automatico la misura inclinometrica manuale; Questo sistema costituisce una soluzione alternativa più completa precisa ed efficace al controllo in continuo dei movimenti solitamente eseguito tramite colonne inclinometriche fisse.

Per quanto riguarda invece i movimenti superficiali gli strumenti utilizzati sono molti (laser scanner terrestre per la creazione di DTM, reti GPS a misure periodiche in sito e fisse con controllo continuo a distanza, stazioni totali robotizzate con gestione remota, reti estensimetriche, piezometriche e microsismiche) e sono finalizzati a riconoscere e misurare le variazioni morfologiche che interessano l’area oggetto dello studio. La possibilità di ottenere misure con frequenze elevate permette inoltre di ottenere dati che hanno una frequenza comparabile con quelli provenienti da pluviometri e piezometri, consentendo spesso di caratterizzare il comportamento di un fenomeno franoso in relazione alla variazione di parametri esterni.

I fenomeni studiati sono:
  • Frana di Gardiola – Val Germanasca (TO)
  • Area soggetta a crolli di Pomeifrè – Val Germanasca (TO)
  • Frana di Perrero capoluogo – Val Germanasca (TO)
  • Frana di Grangesises – Sause di Cesana (TO)
  • Frana di Cabella Ligure – Montaldo di Cosola (AL)
  • Frana di Vergne – Narzole (CN)
  • Frana di Corniglio – Corniglio (PR)
  • Frana di San Francesco – Radicofani (SI)
  • Frana di Colle San Donato – San Martino sulla Marrucina (CH)
  • Frana della miniera a cielo aperto di Sa Matta – Orani (NU)
  • Frana di Les Ayas – Bardonecchia (TO)

Laboratorio di monitoraggio dei corsi d'acqua: (Giorgio Lollino)

Per quanto riguarda i corsi d’acqua è attualmente in fase di sperimentazione avanzata una metodologia messa a punto dal CNR- IRPI di Torino per lo studio delle variazioni morfologiche plano-altimetriche sia in condizioni ordinarie che straordinarie basata sulla comparazione di DTM (Modelli Digitale del Terreno) ad alta risoluzione.

Alla base di questi studi vi è una ricerca atta ad individuare le strumentazioni maggiormente indicate al rilevamento sia delle parti sommerse che emerse dell’alveo per ottenere una serie di DTM completi ripetuti nel tempo; attualmente, gli strumenti più utilizzati sono il LIDAR avio-trasportato per la parte sub-aerea e il single-beam, il side-scan sonar ed il multi-beam per la parte sommersa.

L’attività di monitoraggio riguarda i seguenti siti:
  • Fiume Po (Pontelagoscuro e Porto Tolle)
  • Confluenza Sesia - Po
  • Torrente Orco (Pont C.se – Chivasso TO)
  • Torrente Malone
  • Fiume Pellice
  • Torrente Chisone
  • Fiume Adda (confluenza Brembo – Ponte Bisnate)
  • Fiume Taro (Fornovo sul Taro – Ponte Taro)
  • Fiume Secchia (Cerredolo – Castellarano)
  • Fiume Enza
  • Fiume Trebbia

Laboratorio di fotogrammetria: (Franco Godone)

Gli studi degli eventi franosi, dei fenomeni evolutivi in ambiente glaciale e periglaciale ed in tratti fluviali interessati da eventi di piena richiedono la formazione di cartografie a grande scala, analisi multitemporali e realizzazione di modelli digitali del terreno utili per l’analisi dei fenomeni e la loro determinazione quantitativa. A tale scopo il Laboratorio di fotogrammetria con l’ausilio di foto aeree opportunamente digitalizzate, appartenenti al vasto archivio in possesso dell’Istituto, e l’impiego di una stazione fotogrammetrica digitale dotata di schermo polarizzato realizza specifici elaborati cartografici necessari per gli studi.

I fenomeni studiati sono:
  • Cartografia del Ghiacciaio Coolidge (Monviso, CN)
  • Modelli digitali del terreno del Ghiacciaio della Brenva (Monte Bianco, AO), prima e dopo l’evento
  • Modelli digitali del terreno della morena Ghiacciaio Mulinet (Stura di Valgrande, TO) prima e dopo l’evento
  • Cartografie numeriche alla scala 1:2000 di conoidi alpini: Casenda (SO); Cui (VB), Gerù (BG), Gorgia della Madonna (CN), Madrasco (SO), Massaniga (SO), Rabbia (BS), Renanchio (TO), Tallù (CN), Valle Scura (BG)
  • Modello digitale del terreno della frana di Tharros (OR)
  • Modello digitale del terreno del bacino del T. Melezzo Orientale (VB)
  • Cartografia della frana di Caramanico Terme (PE)
  • Cartografia e modello DTM del Ghiacciaio del Lys (AO)
  • Cartografia numerica di un tratto del T. Boesio (VA)
  • Cartografia numerica di un tratto del F. Serio (BG)
  • Cartografia della frana di San Martino S.M. (CH)
  • Modelli digitali del terreno della Punta Thurwieser (SO), prima e dopo l’evento